Sung-Won Yang
Sung-Won Yang, Direttore Artistico
Cellista di fama internazionale, Sung-Won Yang ha suonato in molte delle più prestigiose sedi del mondo, tra cui l’Alice Tully Hall al Lincoln Center, la Salle Pleyel e il Théâtre des Champs-Élysées a Parigi, il Concertgebouw ad Amsterdam, il Musikverein a Vienna, e lo Suntory Hall e l’Opera City di Tokyo.
Nato in Corea, Sung-Won Yang ha studiato al Conservatorio di Parigi ed è stato assistente del leggendario violoncellista János Starker all’Università dell’Indiana. È spesso membro delle giurie di concorsi prestigiosi, tra cui il Banff International String Quartet Competition, il Concours International de Violoncelle Cassadó e il Concours International de Violoncelle André Navarra.
In qualità di Direttore Artistico del Music in PyeongChang Festival in Corea e del Festival Beethoven de Beaune in Francia, il Signor Yang porta una programmazione visionaria nei festival, promuovendo lo scambio culturale e ispirando il pubblico mondiale con performance che uniscono il passato e il presente. Onorato con il titolo di Chevalier des Arts et des Lettres dal Governo Francese, ricopre anche cattedre presso la Yonsei University School of Music di Seul e la Royal Academy of Music di Londra.
Il Signor Yang ha creato importanti collaborazioni musicali durante la sua carriera, tra cui una duratura collaborazione in duo con il pianista Enrico Pace, che ha portato a registrazioni acclamate di opere di Liszt, Chopin, Beethoven, Schumann e Brahms. Inoltre, insieme al violinista Olivier Charlier e al pianista Emmanuel Strosser, ha co-fondato il Trio Owon, con il quale ha registrato numerosi album, tra cui le opere complete di Beethoven, Tchaikovsky e Weinberg. Le sue collaborazioni comprendono anche performance con Hans Graf, Zdeněk Mácal, Miklós Perényi, Peter Eötvös, Myung-Whun Chung e Christoph Eschenbach, tra gli altri.
Spinto da una profonda convinzione nel potere della musica di creare una società più armoniosa, il Signor Yang considera il patrimonio culturale come un ponte che unisce individui e comunità. Spesso riflette sulle parole di Victor Hugo: “La musica esprime ciò che non può essere detto a parole e ciò che non può rimanere in silenzio” e trae ispirazione dalla capacità di Beethoven di trasmettere “sentimenti inesprimibili,” specialmente dopo aver perso l’udito. Questi ideali plasmano la sua visione artistica, guidando i suoi sforzi per lasciare un impatto duraturo attraverso la musica.